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| La Pianura verso S.Giovanni in Persiceto |
Dal capolinea di Bologna il primo itinerario ci porta alla pianura occidentale:
sono numerosi i punti di interesse, da Villa Paleotti Spalletti a Villa Giovannina, dalla Chiesa di S. Elena a Sacerno, che conserva resti antichissimi, al Santuario di S. Maria del Poggio, oggetto da secoli di pellegrinaggi per la devozione all'immagine della Madonna, fino alla pieve romanica di S. Biagio di Sala Bolognese. San Giovanni in Persiceto mostra le sue bellezze rinascimentali e barocche, Crevalcore il suo impianto castellano, come Castello d'Argile, e Pieve di Cento le sue porte murate e le sue case con portico trecentesco.
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| Il Paesaggio |
 La pianura occidentale del Bolognese si distingue da altre zone poiché non è intensamente coltivata e punteggiata di case coloniche, ma, spesso, si vedono casolari allo sfascio, chiese ed oratori abbandonati che si contrappon- gono ad un numero sempre maggiore di capannoni e fabbriche. Il patrimonio artistico della zona rischia, purtroppo, di andare irrimediabilmente perduto. Un esempio di questa decadenza è la Villa Paleotti Spalletti a Tavernelle Emilia, che sorge sulla via Persicetana alla quale mostra la parte posteriore, provvista di portico per il ricovero del bestiame e degli attrezzi. Edificata nel XVIII secolo insieme ad un oratorio dai Paleotti, famiglia di grande prestigio e fortuna a quell'epoca, passò nel 1682 ai commercianti Zagnoni, i quali, nel prato antistante ottennero il permesso di organizzare un'importante fiera dal 12 al 14 settembre. Nel 1827 il complesso fu acquistato dai conti Spalletti che, dopo una lunga interruzione, ripresero l'usanza della fiera. |
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| La Chiesa di S. Elena a Sacerno |
| Il piccolo borgo di Sacerno conserva una delle più antiche testimonianza di vita cristiana della nostra pianura. Fondata dai Benedettini nel X secolo, la chiesa è stata più volte rimodernata nella facciata e nell'interno, ma l'abside ed il campanile, all'esterno, l'altare di S. Macario e la croce gotica, all'interno, ci parlano dei tempi più antiche del cristianesimo. Il campanile, unico caso nel bolognese, sorge sulla base di una chiesa rotonda antichissima a cui i Benedettini aggiunsero tre absidi nel X secolo. |
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| Verso S. Giovanni |
Proseguendo lungo la Persicetana, si incontra il santuario di S. Maria del Poggio, costruito nel Quattrocento inglobando una struttura più antica e di recente restaurato. All'interno si possono ammirare affreschi cinquecenteschi, una natività seicentesca di Biagio Pupini nonché il sarcofago dal canonico Antonio Busi, scolpito nel 1506 da Vincenzo Onofri. San Giovanni in Persiceto si fregia di architetture come la Collegiata di S. Giovanni Battista di Paolo Maria Canali, costruita alla fine del Seicento sull'antica chiesa romanica che ha dato il nome al paese. Al suo interno conserva opere di pittori quali il Guercino, Francesco Albani, Ercole Graziani, Ubaldo Gandolfi, Alessandro Guardassoni. |
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| Nei Pressi di S. Matteo della Decima |
Da visitare la Villa Giovannina, costruita nel 1504 su progetto di Sebastiano Serlio. Con le sue torri merlate ricorda la tradizione del medioevo guerresco, anche se era una residenza signorile. Conserva al suo interno affreschi attribuiti al Guercino ed eseguiti tra il 1617 ed il 1632. |
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| Nelle argille di Crevalcore |
Oltre alla chiesa neomedievale di S. Silvestro, a quella dell'Immacolata Concezione, all'Oratorio della Pietà e alla settecentesca chiesa del Crocefisso, affascina l'originario impianto regolare del paese, risalente alla sua fondazione avvenuta nel 1231 col nome di Allegralcore, dopo che l'imperatore Federico II aveva distrutto Crevalcore vecchio. Il nome tornò comunque l'originario, Crevalcore, per le che il terreno argilloso forma asciugandosi. La campagna qui è coltivata e fertile, dopo secoli di impaludamento per le frequenti alluvioni del fiume Panaro; le bonifiche quattrocentesche permisero la pratica dell'agricoltura, con fiorenti aziende che accompagnavano i castelli signorili, come quello dei Pepoli di Palata Pepoli, quello edificato dai Caprara ai Ronchi e il palazzo Bevilacqua nella località omonima. |
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| Due Paesi della Bassa |
Castello d'Argile è rimasto come un secolo fa, con le sue due porte d'accesso al castello, oggi senza fossa ne mura, la strada principale che le congiunge passando per la piazza centrale con chiesa e municipio, le strade parallele e ortogonali che definiscono gli isolati.
Sala Bolognese si presenta con la sua pieve di S. Biagio, che deve il ritrovato aspetto romanico al restauro di Giuseppe Rivani del 1920. La chiesa risale alla fine dell'XI secolo o all'inizio del XII, ma quella che vediamo oggi è senz'altro posteriore, mentre la parte inferiore dell'abside maggiore potrebbe essere della chiesa preromanica precedente, di cui furono riutilizzati molti mattoni, come indica una lapide all'ingresso della chiesa.
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| Pieve di Cento |
| Dopo Cento con il suo maestoso ponte sul Reno si arriva a Pieve di Cento, con le architetture medievali delle porte della cerchia, la rocca e la Casa degli Anziani. La rocca, progettata alla fine del Trecento da Antonio di Vincenzo (architetto di S. Petronio), è oggi stata restaurata ed adibita a Museo Civico; anche la vicina porta Bologna risale al periodo in cui Pieve era un castello, così come porta Asia, porta di Ferrara del 1312 e porta Cento. La Casa Vedrani (vecchio comune) ora Tartarini, della metà del XIV secolo, e la Casa degli Anziani, del 1272, sono a struttura e portico ligneo, tipico dell'edilizia abitativa medioevale. Da vedere la piazza del pozzo delle Catene e Palazzo Mastellari, il maggiore centro culturale del paese, con la biblioteca e la pinacoteca civica. |
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